Frigorifero aperto: hai solo 8 secondi per chiuderlo

quanto tempo è possibile lasciare il frigorifero aperto senza perdere efficienza di raffreddamento

L’ottimizzazione dei consumi energetici domestici è un argomento centrale nei dibattiti attuali, con il duplice fine di minorare gli oneri dalle bollette domestiche e di perseguire pratiche ecosostenibili. Comportamenti come evitare l’inutile accensione di luci o lo spreco di acqua sono abitudini comunemente controllate, meno si fa attenzione alle piccole azioni quali la durata dell’apertura del frigorifero.

Attendere davanti al frigorifero per cercare l’ispirazione su cosa preparare o su cosa consumare rappresenta una perdita di energia non indifferente. Impiegare meno di otto secondi per la permanenza della porta aperta è essenziale, altrimenti si verificha la dispersione dell’aria raffreddata che altrimenti rimarrebbe al suo interno; un cronometro potrebbe sorprenderti nel rivelare quanto velocemente tale tempo trascorra, spesso senza che tu abbia preso una decisione.

Trascorsi gli otto secondi, il frigorifero dovrà impegnarsi per alcuni minuti per ristabilire la temperatura interna di 4°C, consumando una notevole quantità di energia. Per evitare questo si raccomanda quindi di pianificare in anticipo ciò che si necessita estrarre, cercando di limitarsi ad un unico momento per aprire e richiudere la porta del frigo.

Per facilitare tale processo, le aziende più innovative offrono soluzioni frigorifero “intelligenti”, equipaggiandoli con telecamere che permettono di visualizzare il contenuto interno su uno schermo, velando le scelte e consentendo anche di stilare la lista della spesa senza necessità di apertura.

Frigorifero: istruzioni per usarlo in modo più smart

In ambito domestico, esistono diverse strategie virtuose per la riduzione dello spreco di energia e risorse, tra le quali spiccano:

  • Lo spegnimento delle luci se non servono;
  • La modulazione del riscaldamento a seconda delle diverse aree abitative;
  • L’aerazione degli ambienti nei momenti più opportuni oppure l’adozione di un impianto di ventilazione meccanica controllata;
  • Il controllo dell’erogazione idrica, evitando di lasciare aperti rubinetti quando non necessario;
  • L’utilizzo di sistemi d’illuminazione a LED;
  • Il controllo e la sostituzione di infissi obsoleti con altri più performanti;
  • L’esame delle agevolazioni fiscali esistenti come il superbonus 110% per migliorare o realizzare isolamenti termici nella propria abitazione, per esempio attraverso la realizzazione di un cappotto termico.

Curiosità

Leggi l’articolo: Quanto consuma un frigorifero?

Non meno rilevanti sono le pratiche a tutela dell’energia per chi lavora in modalità smart working, come:

  • La limitazione della stampa di documenti non definitivi o l’uso della stampante in modalità bozza per ridurre il consumo d’inchiostro;
  • La disattivazione degli sfondi animati e l’attivazione della funzione di risparmio energetico dello schermo;
  • L’uso di prese elettriche con interruttore integrato per spegnere completamente dispositivi elettronici quando non in uso.

Concludendo, è fondamentale tenere a mente che le pratiche mirate al risparmio energetico ambiscono anche ad un ben più alto e nobile scopo: quello della sostenibilità. Attraverso piccole ma consistenti azioni quotidiane possiamo contribuire alla salvaguardia dell’ambiente.

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