Raffrescamento a pavimento condensa: come gestirla

Raffrescamento a pavimento condensa: come gestirla

Il raffrescamento a pavimento è una tecnologia che sta iniziando a diffondersi nelle case di nuova costruzione o profondamente ristrutturate. Durante l’estate il pavimento funziona da condizionatore: lo scambio termico produce però condensa: come gestire la condensa del raffrescamento a pavimento?

Riscaldamento e raffrescamento a pavimento

Dopo il grande successo del riscaldamento a pavimento, la tipologia di impianto che ha iniziato a diffondersi è il raffrescamento a pavimento: elimina gli split interni e consente di beneficiare di un confortevole fresco diffuso durante l’estate.

Il limite del raffrescamento a pavimento è la formazione di condensa. D’estate la temperatura della superficie del pavimento raffreddato risulta inferiore alla temperatura dell’ambiente e lo scambio tende a far condensare l’umidità relativa presente nell’aria; è lo stesso principio dell’appannamento dei vetri: quando dentro l’auto si accende il climatizzatore e il vetro è molto caldo, si genera la condensa.

In estate, spesso si raggiungono non solo temperature elevate, ma anche picchi di umidità ragguardevoli: proprio questa va levata dall’ambiente in modo che eviti di formare un film scivoloso sul pavimento.

 

Come gestire la condensa superficiale dell’impianto a pavimento?

Solitamente si consiglia di aprire le finestre per arieggiare gli ambienti e cambiare l’aria viziata, ma anche durante l’estate l’ulteriore ingresso in casa di umidità presente nell’aria esterna (quella che percepiamo comunemente come caldo afoso) potrebbe essere controproducente se hai il raffrescamento a pavimento.

L’unico modo per essere certi che l’impianto a pavimento funzioni correttamente è abbinarlo a un sistema di ventilazione meccanica controllata o un controllo dell’umidità interna, come la VMC. Si tratta di un ulteriore impianto che generalmente viene installato a soffitto e nascosto da un contro-soffitto, formato da una macchina di trattamento dell’aria collegata a tubi di aspirazione dell’aria viziata e distribuzione dell’aria pulita.

In questo modo, dal sistema di controllo centrale elettronico è possibile impostare il grado di umidità desiderato e mantenerlo costante. Nel caso del raffrescamento a pavimento è sufficiente impostare il grado di umidità in una fascia compresa tra il 40% e il 46% e una temperatura di 26-27 gradi a seconda del comfort desiderato, con la temperatura dell’acqua che scorre nell’impianto intorno ai 15 gradi centigradi. In alternativa alla ventilazione controllata, è possibile anche installare un sistema di deumidificazione, purché sia diffuso in tutte le stanze e in grado di integrarsi con l’impianto.

Il raffrescamento a pavimento, così come il riscaldamento, porta a un comfort diffuso nel tempo ed economicamente vantaggioso rispetto al continuo funzionamento degli split dei climatizzatori, soprattutto se alimentato in parte con energia fotovoltaica.

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